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Quanto si legge in Italia? Ecco i dati su libri e lettori

Con le ultime giornate prima dell’inverno e dell’autunno vi sarà capitato, girando paesini, città d’arte, laghi o lungomare, di imbattervi in una bancarella di libri. Usati, soprattutto, ma molto spesso nuovi. È proprio fermandoci ad una di queste strutture che ci tuona in testa una domanda: ma in Italia quanto si legge? In che stato di salute è il mercato dei libri tricolore?

Per darci una risposta siamo andati sul sito dell’Istat, dove all’interno della ricerca “Aspetti della vita quotidiana” possiamo trovare elementi utili alla nostra analisi. Tra le sue pagine, consultabili da qualsiasi computer, si possono leggere le domande a “persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro per motivi non strettamente scolastici o professionali nei 12 mesi precedenti l’intervista”. Il dato più aggiornato, risalente al 2017, dice che il 41% degli intervistati risponde in maniera affermativa. La percentuale non vi dice niente? Allora la mettiamo così: meno di un italiano sue due ha letto un libro nell’ultimo anno.

Letta in questi termini la statistica ha tutto un altro sapore e ci riporta al lontano 2000, quando la percentuale stimata era del 38.6%, fino ad arrivare al 2010, con il picco massimo di lettori pari al 46.8%. Da qui inizia una discesa lenta, inesorabile, che arriva fino ai nostri giorni. Colpa della crisi, senza dubbio. Ma anche di altro. All’interno del 60% degli italiani che non legge il 30% degli intervistati dice di non farlo per assenza di tempo libero, il 35.4% perché la lettura è annoiante e poco appassionante, il 23.7% afferma di preferire altri svaghi. E così l’Italia, culla di Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Goldoni, Leopardi, Manzoni, D’Annunzio, Ungaretti e chi più ne ha più ne metta si ritrova ad essere 12esima nella classifica dei paesi più lettori, capitanata da Norvegia, Regno Unito e Canada, tutte con percentuali superiori al 83%.

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Eppure di fronte a questi dati e al tracollo dei lettori, in Italia strano ma vero, si producono più libri. Gli editori attivi sono infatti 1.505 (+6.8% rispetto alle ultime statistiche) con oltre 60.000 titoli in circolazione (anche qui in crescita del 3.7%), la maggior parte dei quali romanzi, racconti, gialli e libri di avventura.

Tra questi, a trainare il settore, è soprattutto la narrativa per bambini. Secondo l’AIE, associazione italiana editori, nel 2018 questo segmento è valso 235.8 milioni di euro. Una vera e propria effervescenza che si coglie anche nella crescita dei nuovi titoli e nella propensione alla lettura. La fascia d’età 0-14 anni è quella con il tasso più elevato. Se sul totale della popolazione legge il 40% degli italiani, i bambini che leggono sono invece l’80%. Il futuro è loro dunque. Anche quello dei libri.

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