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Più iniziative contro le dipendenze da gioco: l’intervento della Gaming Commission britannica

Il gioco responsabile è stato al centro del dibattito dell’edizione 2016 del World Regulatory Briefing (WrB) di Clarion Event. Sara Harrison, responsabile della Gaming Commission, nel suo intervento al WrB ha sottolineato la necessità di avviare più iniziative contro le dipendenze da gioco, per contrastare la crescita nel numero dei giocatori affetti da ludopatia.

Secondo la rappresentante della Gaming Commission britannica, l’importo che l’industria del gaming spende per la pubblicità è inadeguato rispetto ai contributi che le aziende del settore versano al Responsible Gambling Trust (Rgt),  il fondo istituito contro le dipendenze da gioco al quale ogni operatore contribuisce in maniera volontaria. “Il contributo al fondo dovrebbe essere obbligatorio per tutti, e dovrebbe essere stabilito un contributo minimo dello 0,1 percento degli incassi lordi di gioco”, ha dichiarato Harrison alla stampa britannica.

Considerando valida la strategia di gioco responsabile portata avanti a livello nazionale dal Responsible Gambling Strategy Board (Rgsb), l’organo consultivo della Gambling Commission britannica che si occupa di gioco responsabile e dei danni legati al gioco, sottolinea l’importanza della collaborazione delle parti coinvolte per la realizzazione di tale strategia e aggiunge: “si tratta di uno schema che abbiamo definito nella consultazione con le parti interessate e che copre tutte le forme di gioco d’azzardo, stabilendo l’ordine del giorno per operatori, regolatori, governo, enti commerciali, fornitori di trattamento e una serie di altri enti pubblici“.

Il ruolo del Responsible Gambling Trust per la realizzazione di tale strategia è di grande importanza, ragion per cui è necessario pensare ad un piano di ricerca e finanziamenti che permettano di metterla in atto a livello nazionale per i prossimi tre anni. L’industria dei giochi si deve impegnarsi in prima persona per la realizzazione di questo progetto. “La Commissione ha stabilito una sfida chiara per l’industria per dimostrare il suo impegno a finanziare la strategia”, ha proseguito Harrison

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Nel 2015 l’industria del gioco inglese ha contribuito con 6,5 milioni di sterline al Trust sul gioco responsabile, ma nello stesso anno ha speso 120 milioni di sterline per la pubblicità. Una situazione che, dati alla mano, non può definirsi equa. “Se Il Responsible gambling trust fosse in grado di contare su un minimo dello 0,1 percento delle entrate lorde di gioco di tutti gli operatori, porterebbe ad una cifra approssimativa di 10- 11 milioni di sterline e questa si avvicinerebbe a un importo credibile per un compito così importante. Se l’industria non ha agito volontariamente, allora può essere forzata”, ha concluso Harrison.

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